Fino a poco tempo fa, nelle diete, trovavamo sempre l’aspartame al posto dello zucchero raffinato. I nutrizionisti erano convinti che l’aspartame potesse rappresentare un valido sostituto.

Con il tempo, le numerose ricerche scientifiche hanno smentito gli effetti positivi dell’aspartame e ne hanno definito le dosi minime giornaliere da assumere, proprio come è accaduto con lo zucchero.

Perché l’aspartame è considerato “pericoloso” in dosi massime per l’organismo? Qual è la sua definizione e come è composto?

Rischi Aspartame: quali sono gli effetti collaterali?

Tra i dolcificanti artificiali, possiamo sicuramente affermare che l’aspartame è uno dei più diffusi. Quando si tratta di zuccheri e di dolcificanti, i dibattiti alimentari e scientifici potrebbero continuare all’infinito.

Questo succede perché il nostro organismo può metabolizzare soltanto una minima parte di glucosio e di fruttosio. Che cosa accade quando esageriamo con lo zucchero? La parte in eccesso di glucosio si insidia nel sangue, facendo sballare i nostri valori di insulina. Una delle conseguenze più comuni di un eccesso di zucchero è infatti il diabete.

Per quanto riguarda l’aspartame, questo si ottiene da due amminoacidi. Viene consigliato per ridurre le calorie dello zucchero a chi è a dieta o a rischio diabete. Ma è davvero così positivo come sembra, oppure dobbiamo fare attenzione alla sua assunzione?

Il suo potere dolcificante è 200 volte superiore allo zucchero. Tuttavia, almeno nella Comunità Europea, non si può utilizzare l’aspartame in dosi maggiori delle consentite, soprattutto per la produzione di bibite, succhi e prodotti da forno.

Dolcificante aspartame: perché non conviene utilizzarlo?

Da una parte, il dolcificante può essere assunto, sebbene in dosi minime. La dose è stata fissata a un massimo di 40 mg al giorno per kg di peso corporeo. Se superiamo la dose consentita, potremmo arrecare numerosi problemi al nostro organismo, perché introdurremmo la tossicità del metabolita dell’aspartame metanolo.

C’è qualcuno che non può metabolizzare l’aspartame? Sì, ovvero chi è affetto da una malattia genetica che non consente al metabolismo di elaborar la fenilalanina. In questo caso, è assolutamente sconsigliata l’introduzione di aspartame nel proprio regime alimentare.

Tendenzialmente, i nutrizionisti sconsigliano anche alle donne in gravidanza e ai bambini di aggiungere l’aspartame alle bevande o di assumere o cosiddetti alimenti o bevande light.

I rischi per l’organismo ci sono, ma solo se superiamo la soglia minima consentita. In altri casi, tuttavia, è consigliabile ridurre la dose di zucchero e di aspartame e di non aggiungerlo alle miscele di tè o di caffè.